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La leggenda di Castello di Fiemme: lo scherzo dell’orco

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A Castello di Fiemme una ragazza vanitosa che si diverte a prendere in giro i suoi ammiratori viene punita: proprio a causa della sua superbia è ridicolizzata davanti a tutto il paese. Una storia raccontata da Mauro Neri nel libro "Mille leggende del Trentino". 

 Viveva un tempo, a Castello, una ragazza molto bella che si divertiva a far innamorare tutti i giovani del paese. Trascorreva gran parte della giornata a mantenersi bella: pettinarsi i capelli, profumarsi le mani, limarsi, curarsi e dipingersi le unghie e così via.

Ben presto, però, i giovanotti si stancarono di essere menati per il naso e di perdere la testa senza costrutto e pensarono bene di rivolgersi ad un Orco loro amico, che abitava nella foresta vicina a Castello. - Lasciate fare a me! - disse l'Orco, dopo essersi fatto raccontare tutte le moine, gli sguardi ammaliatori e le paroline dolci, ma senza seguito, della ragazza. - Le combinerò uno di quegli scherzetti, da farlo ricordare per anni… Eh! Eh! Eh! –

Qualche giorno dopo la giovane vanitosa, mentre se ne stava in casa a riordinare fiocchi e merletti del suo guardaroba, gettò lo sguardo dalla finestra e vide con immenso stupore grosse e morbide matasse di lana dorata e argentata appese ai rami del ciliegio del suo orto.

«Che sia il regalo di uno dei miei folli corteggiatori? - si disse, subito dopo essersi ripresa dalla meraviglia. - Be', visto che tra qualche settimana è Pasqua, ne approfitterò per prepararmi il vestito più bello che mai si sia visto a Castello! ».

Detto, fatto: la ragazza corse a staccare dai rami del ciliegio tutte quelle matasse preziose, si chiuse in casa e, sferruzzando mattina, pomeriggio e sera, alla fine ebbe tra le mani un abito meraviglioso, pieno di colpi di luce, leggero come la seta e caldo come la lana.

E arrivò la tanto attesa domenica di Pasqua. Tutti quelli di Castello, uomini, donne, vecchi e bambini, si assieparono com'era buona abitudine in chiesa, aspettando che cominciasse la messa grande. A pochi, pochissimi minuti dall'inizio della celebrazione, arrivò anche lei, la ragazza che faceva girare la testa a tutti i giovanotti del paese e dei dintorni, e il brusio sommesso si trasformò in un «Oooohhhh! » generale di ammirazione e di meraviglia.

La vanitosella si fece largo all'ingresso della chiesa e gli altri si ritrassero per farla passare e per ammirare quell'abito così bello. L'oro e l'argento della lana mandavano caldi bagliori sui volti delle donne, illuminandone gli occhi di invidia, e su quelli degli uomini, rivelandone il desiderio mal nascosto.

La ragazza s'avviò lentamente lungo la navata centrale, finché non giunse al primo banco, in parte ancora libero, e vi si sedette, sistemando con cura le pieghe della gonna. Nessuno più guardava l'altare, in pochi si accorsero che il prete aveva lasciato la sacristia per dare inizio alla messa e solo lei, la fanciulla vestita d'oro e d'argento, si alzò in piedi per accogliere il celebrante.

Proprio allora accadde qualcosa di inaspettato, di incredibile e di scandaloso: quell'abito sontuoso, elegante e prezioso dapprima perse il luccichio e poi sparì, sciogliendosi come d'incanto e lasciando la poveretta vestita d'una camiciola sdrucita e anche un po' sporca e d'un paio di mutandoni rattoppati che le arrivavano fin sotto le ginocchia.

«Ecco qual era lo scherzo dell'Orco» pensarono immediatamente tutti i giovanotti raccolti in fondo alla chiesa e scoppiarono in una sonora risata che li obbligò a guadagnare la porta principale e a riversarsi sul sagrato. E da lì a qualche istante, ai loro sghignazzi si unì, forte e sonora, l'eco della risata dell'Orco, che corse a lungo su e giù per la valle, rimbalzando di montagna in montagna.




Mille leggende del Trentino - Mauro Neri

Casa Editrice Panorama 1997 - Trento

Il Trentino è un territorio ricco di storia e di storie che raccontano le origini dei suoi luoghi magici e dei suoi fieri popoli. Mauro Neri le ha raccolte in 3 volumi e raccontate con maestria, per farci riscoprire la bellezza del Trentino attraverso la fantasia e i racconti una volta narrati intorno al fuoco. 

(Testi tratti dalla rivista Dolomiti Clubres)

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