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La montagna nel piatto dello Chef Germano Sgrò di Canazei

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Sapori forti e decisi, che sanno di bosco, di pascoli, di terra fassana. Pietanze che saziano, scaldano e appagano, soprattutto dopo aver consumato energie e calorie sulle piste da sci. A presentare alcuni dei piatti più noti della cucina trentina è Germano Sgrò, chef del ristorante Al Sole di Canazei.

Non è certo cresciuto a canederli e polenta Germano Sgrò, chef del ristorante Al Sole di Canazei. Dopo un'infanzia trascorsa in Francia, a Strasburgo, e l'adolescenza in Calabria, i casi della vita lo hanno portato in Trentino, dove si è subito lasciato conquistare dalla cucina di montagna e dove ha presto mostrato le sue doti ai fornelli, tanto che dopo soli tre anni come aiuto cuoco è diventato responsabile di cucina.

Fino a quando, nel 2012, ha preso la decisione di cercare un ristorante da gestire in proprio. La scelta è caduta sull'omonimo ristorante del residence Al Sole di Canazei: un locale che propone cucina tipica trentina e fassana e, su richiesta, anche pesce, in onore delle origini meridionali dello chef.

La passione per la cucina Germano Sgrò l'ha coltivata fin da piccolo: "Aiutavo mia mamma a preparare da mangiare: è stata quella la mia prima scuola", sorride. E ancora oggi cucinare è per lui una "questione di famiglia", visto che nel ristorante la gestione del servizio in sala è affidata a sua moglie Alina. 

La montagna è la protagonista della cucina dello chef

Abituato a piatti e sapori completamente diversi, ha apprezzato da subito le opportunità della tradizione culinaria trentina: "È una cucina che offre una grande varietà di piatti e abbinamenti, così il cliente trova sempre combinazioni nuove da assaggiare", racconta Sgrò. "I piatti locali sono l'ideale per concludere una giornata sulla neve: dopo aver consumato energie e calorie sulle piste da sci, non c'è niente di meglio che rigenerarsi e riscaldarsi con un piatto di gulasch e polenta", assicura lo chef.

Quali i piatti assolutamente da assaggiare durante una vacanza in Trentino? Sgrò non ha dubbi: "I canederli nelle loro numerose varianti, da quella classica con i salumi, a quelle con i porcini o il Puzzone di Moena. La selvaggina, dal gusto forte e deciso, che sa di bosco e montagna, da gustare nel ragù o con i mirtilli rossi. Lo stinco di maiale o il maialino con senape, cumino e speck croccante. L'immancabile polenta di Storo con i funghi trifolati…

Per concludere il pasto non può mancare il più noto dei dolci trentini, lo strudel: la ricetta tradizionale lo vuole con le mele, ma anche in questo caso con la fantasia si possono creare apprezzate variazioni, come lo strudel di pere, di ricotta oppure di frutti di bosco". Insomma, ce n'è davvero per tutti i gusti: buon appetito! 

Strudel alla ricotta e ribes 

INGREDIENTI
300 g di pasta sfoglia
80 g di burro morbido
3 uova
100 g zucchero
1 bustina zucchero vanigliato
300 g ricotta
100 g di ribes rosso
salsa ribes e menta
2 cucchiai rum
1 cucchiaio amido da tavola
scorza limone q.b.
zucchero a velo q.b.
latte q.b.
sale 

Montare il burro con la frusta, aggiungendo un po' alla volta 2 tuorli, 50 g di zucchero, la scorza de limone, il rum e lo zucchero vanigliato. Incorporare la ricotta e l'amido. A parte montare a neve ferma gli albumi con un pizzico di sale e lo zucchero restante e poi amalgamare delicatamente con il composto di ricotta. Stendere la pasta sfoglia, distribuire il composto sulla metà centrale e cospargere con i ribes. Spennellare i bordi con il tuorlo e il latte sbattuti, chiudere lo strudel e spennellare nuovamente. Lasciare riposare in frigorifero per 10 minuti circa. Cuocere a 180° circa 25 minuti, fino a quando avrà un bel colore marroncino. Tagliare lo strudel, spolverizzare con zucchero a velo e servire con ribes e salsa ai ribes e menta. 

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