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Lo Chef Guglielmo Romani: la semplicità è la mia filosofia

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Lo chef fiemmese racconta la sua avventura televisiva a Hell's Kitchen Italia, il cooking show con Carlo Cracco, dove si è confrontato con colleghi molto più giovani di lui. L'esperienza, l'umiltà e la voglia di rimettersi in gioco lo hanno portato in finale. A dicembre ha aperto il ristorante "Radici" presso l'Hotel al Cervo di Tesero.  

Dalla Valle di Fiemme alla finale di Hell's Kitchen Italia: per lo chef Guglielmo Romani, 54 anni di Carano, l'esperienza televisiva è stata l'occasione per rilanciarsi. Un percorso che lo ha portato fino alla finale della trasmissione condotta dallo chef più esigente della tv italiana, Carlo Cracco. 

L'avventura di Guglielmo a Hell's Kitchen Italia

"Fin da subito mi sono sentito il più improbabile, anche perché ero l'unico a provenire dalla ristorazione alberghiera, che deve fare i conti con numeri, tempi, budget completamente diversi", racconta. Quelli che lui temeva fossero i suoi punti deboli si sono però rivelati i suoi punti di forza: in mezzo a tanti giovani concorrenti, Guglielmo è spiccato per l'esperienza, la voglia di rimettersi in gioco e di imparare, l'umiltà e la caparbietà.

E pensare che lui da ragazzo sognava di diventare elettromeccanico: "Sono stati i miei genitori ad obbligarmi ad iscrivermi alla scuola alberghiera. Ho anche provato a cambiare mestiere: per qualche anno sono stato lontano dalla cucine, ma questo lavoro ti entra dentro e non riesci più a farne a meno".

Diverse esperienze in alberghi di Fiemme e Fassa (tra cui anche due stagioni presso il nostro Hotel Veronza di Carano), la passione per i fornelli che si scontra con l'abitudine e la routine. Fino alla svolta: "Seguivo Hell's Kitchen in tv, insieme ai miei figli Lucrezia e Filippo, e ci chiedevamo se fosse tutto una montatura o se davvero fosse possibile che chef professionisti non riuscissero a concludere il servizio. Così, per gioco e senza nessuna illusione, ho presentato la mia candidatura per la terza edizione del programma".

Guglielmo è stato subito ricontattato e invitato a partecipare al primo casting a Milano, dove ha presentato una zuppetta di frutti rossi con una macedonia di piccoli frutti, sponge cake e mousse di yogurt: "Per preparare il piatto avevamo a disposizione pochissimi minuti e soltanto un forno a microonde". Guglielmo è stato richiamato per un secondo casting, poi, la grande sorpresa: la troupe di Hell's Kitchen si è presentata a Tesero, all'Hotel Al Cervo dove attualmente lavora, per consegnargli la giacca del programma.

Le riprese sono durate un mese e mezzo circa: "Eravamo completamente isolati dal mondo esterno, costantemente sotto pressione, con riprese quotidiane e sfide sempre più impegnative. Ho capito che non è una montatura, ma che l'agitazione, la paura di essere eliminati, il timore del giudizio possono davvero condizionare il lavoro anche di professionisti".

Gli appassionati di programmi di cucina non possono fare a meno di chiedersi se Carlo Cracco sia come appare in tv.

 "A telecamere spente è disponibile e alla mano. Durante le riprese si cala nel personaggio, ma è realmente così preciso e pignolo: se un piatto non è perfetto non esce in sala".

Cracco, nella sua ultima visita in Val di Fiemme, dove ha visitato la fabbrica della pasta Felicetti, è passato a salutare Guglielmo, segnale di un legame che si crea tra giudice e concorrenti. "Sono convinto che in cucina la semplicità vinca sempre: a questo mi sono ispirato nei piatti presentati durante le riprese e continuo a ispirarmi nel lavoro quotidiano. L'altro pilastro della mia cucina è il territorio dal quale provengo, che cerco di valorizzare nei miei piatti". 

La semplicità e l'amore per le radici culinarie trentine

Anche in finale Guglielmo ha portato la sua terra. Il menù, infatti, si chiamava "La Val di Fiemme a Milano" e proponeva piatti con l'eccellenza trentina. Le puntate sono state girate con ampio anticipo rispetto alla messa in onda: per evitare fughe di notizie sul nome del vincitore, i due finalisti hanno girato un doppio finale di puntata, uno con la vittoria di Guglielmo e l'altro con la vittoria di Carlotta. "Ho scoperto di essere arrivato secondo in tv, quando hanno trasmesso il finale "giusto". Non ho comunque rimpianti: ho sempre dato il massimo".

Dall'esperienza ad Hell's Kitchen, lo chef fiemmese ha portato a casa molto: "Innanzitutto nuove amicizie con gli altri concorrenti, con cui continuo a confrontarmi, perché è solo dal confronto che ci si può migliorare. Poi, ho trovato nuovo entusiasmo per il mio lavoro: ho riscoperto l'abitudine a pensare, a mettermi in gioco, a cercare nuovi stimoli. Dallo chef Cracco ho imparato a curare i dettagli e a pretendere molto da me stesso", racconta Guglielmo, che ha deciso di cogliere al volo la visibilità che il programma gli ha offerto e si è lanciato in una nuova avventura.

A dicembre ha aperto un corner restaurant presso l'Hotel Al Cervo di Tesero: si chiama Radici. Come quelle che lo tengono legato alla sua valle. Come quelle che mette nei suoi piatti. Come quelle che ha saputo portare e fare apprezzare nella cucina più temuta (e ambita) della televisione. 

Semifreddo al croccante di nocciole con salsa al frutto della passione

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

250 g di panna
130 g di nocciole
70 g di zucchero
rum q.b.
PER LA MERINGA:
100 g di albume d'uovo e 130 g di zucchero
PER LA SALSA AL FRUTTO DELLA PASSIONE
250 g di succo di frutto della passione
30 g di zucchero
mezzo foglio di colla di pesce
50 ml di succo d'arancia


Tagliate a pezzettini le nocciole pelate e precedentemente tostate. Mettete in una padella lo zucchero e sopra le nocciole. Dopo 3 minuti (quando ai bordi comincia a sciogliere) mescolate. Caramellate e poi versate su un piano unto o su carta siliconata. Tirate con il mattarello e poi tritate. Preparate una meringa cotta con 100 g di albume e 130 g di zucchero, frustando il tutto su un bagnomaria e poi mettendo in un montapanna, girando finché si raffredda. Montate la panna, aggiungetevi la meringa cotta, quindi il croccante tritato e un goccio di rhum. Disponete negli stampi e congelate. Servite ghiacciato accompagnato da una salsa al frutto della passione, che avrete preparato facendo dapprima bollire il succo d'arancia e il succo della passione con lo zucchero e poi sciogliendovi il mezzo foglio di colla di pesce.

NOTA: il frutto della passione può essere sostituito con qualsiasi frutto acidulo, come, per esempio, le more. 

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