Clubres DOLOMITI emotions - Vivere la vacanza

News e Consigli per le Tue Vacanze in Trentino e in Sardegna

Come vivere le vacanze in montagna in sicurezza

sicurezza-in-montagna
Maurizio Dellantonio ha messo a disposizione degli altri la sua passione per la montagna: dal 1980 fa parte del Soccorso Alpino e Speleologico Nazionale, di cui è presidente da marzo 2016. Ecco i suoi consigli su come vivere in sicurezza la montagna. 

La sicurezza in montagna è fondamentale, essere prudenti può fare la differenza tra una banalità e un incidente ben più grave. Lo provano i numeri del Soccorso Alpino. Sono 2.360 gli interventi effettuati nel corso della scorsa stagione invernale dal Soccorso Alpino e Speleologico Nazionale su tutto il territorio italiano. Da novembre a marzo i soccorritori sono stati chiamati 988 volte per interventi in media e alta montagna, 731 volte sulle piste da sci e 20 volte per richieste in cavità e grotte. L'elicottero del CNSAS si è alzato in volo 980 volte.

Maurizio Dellantonio, presidente nazionale del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, conosce bene le sue montagne. La montagna fa parte della sua vita da sempre. Figlio di una guida alpina, ha iniziato ad arrampicare e sciare molto presto. Una passione che lo ha portato, subito dopo il diploma, ad arruolarsi presso il Centro Addestramento Alpino della Polizia di Stato di Moena. Acquisite le qualifiche di istruttore di alpinismo e istruttore di sci, è entrato a far parte della sezione Attività Alpinistiche, che continua a coordinare con il grado di Ispettore Capo.

I risultati non sono mancati neanche nello sport: portacolori del Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro nel settore dello sci alpinismo, si è imposto in numerose competizioni nazionali e internazionali, ottenendo anche il titolo di campione italiano nel 1988. Dal 1991 è guida alpina: ha all'attivo diverse spedizioni, anche extra-europee.

La sua passione per la montagna non si è limitata alla formazione professionale e agonistica: fin dal 1980, Maurizio si è messo a disposizione degli altri, entrando a far parte del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), diventando istruttore e tecnico di elisoccorso. La sua dedizione, la sua capacità di guidare e motivare, la sua esperienza lo hanno fatto apprezzare: da capostazione è diventato responsabile della zona Fiemme e Fassa, poi presidente del Servizio provinciale trentino. Nel 2001 è stato nominato Cavaliere della Repubblica Italiana.

Ora Maurizio Dellantonio ha 54 anni, risiede ancora a Moena, ma si è fatto conoscere fuori dai confini regionali come presidente nazionale del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico. 

Soccorsi e sicurezza in montagna: l'intervista a Maurizio Dellantonio

Quali sono le caratteristiche necessarie per essere un buon soccorritore?
Grande conoscenza della montagna, abilità tecniche nell'arrampicata e nella movimentazione su neve, prestanza fisica. Ma anche capacità di lavorare in team e voglia di entrare in un mondo dove la formazione e l'addestramento sono costanti. Tutto questo implica dei sacrifici: avere tempo a disposizione, curare l'allenamento fisico, partecipare alle esercitazioni. E poi ovviamente essere sempre pronti a vestire velocemente la divisa e partire, a qualsiasi ora e spesso con il maltempo. Vorrei anche aggiungere che un buon soccorritore deve avere alle spalle una forte famiglia, in grado di capire la nostra attività e ogni tanto saper giustificare il tempo passato con i compagni del CNSAS.

Fa parte del CNSAS fin dal 1980: come è cambiato negli anni il soccorso alpino?
Il Soccorso Alpino e Speleologico è nato, come realtà organizzata, a partire dagli anni '50. 

Abbiamo una lunga storia alle spalle, ma negli ultimi vent'anni il Soccorso Alpino si è trasformato, da realtà basata sul volontariato e sul mutuo soccorso fra alpinisti, in una "macchina" molto professionale ed efficiente, con ottomila operatori sul territorio italiano. Oggi ci viene chiesta una formazione costante, una preparazione di tipo professionale, tempi di intervento molto brevi e copertura costante del territorio. Abbiamo colto la sfida, diventando una struttura di riferimento a livello italiano ed europeo.

Quali sono gli interventi più frequenti di soccorso in montagna?
La maggior parte degli interventi si concentra durante la stagione turistica. In estate circa il 60% dei soccorsi è per portare aiuto ad escursionisti, per cadute sul sentiero, malori e perdita di orientamento in quota. Durante la stagione invernale lavoriamo sulle piste da sci: gli interventi sono decine ogni giorno, prevalentemente siamo impegnati nei soccorsi a scialpinisti o persone che perdono l'orientamento. Gli interventi restanti (il 40%) sono quelli che noi chiamiamo "tecnici": soccorsi in parete, sulle vie di arrampicata, a quote elevate. Qui gli infortunati o le persone in pericolo sono prevalentemente alpinisti. Il 50% degli interventi li effettuiamo con l'elicottero, dove operiamo in convenzione con le realtà territoriali del 118.

Quali le sfide che dovrà affrontare il soccorso alpino italiano nei prossimi anni?
L'impegno che ci viene richiesto è sempre maggiore. E noi stessi vogliamo assicurare ai frequentatori della montagna un servizio sempre più efficace. Oggi, grazie all'elisoccorso e alle nostre squadre di terra, possiamo assicurare una copertura del 100% del territorio montano, con tempi di intervento sempre più brevi. La sfida che stiamo affrontando è l'introduzione di nuove tecnologie, soprattutto nel campo delle persone disperse. Abbiamo lanciato un'applicazione che si chiama GeoResQ (www.georesq.it) che permette il tracciamento e l'eventuale richiesta di soccorso direttamente al CNSAS, riducendo drasticamente tempi e risorse per portare soccorso. Stiamo lavorando con gli operatori telefonici per una localizzazione più semplice dei cellulari. E stiamo investendo molto su progetti cartografici avanzati, con mappe 3D in alta risoluzione (immagini satellitari fino a 33 cm /suolo).

Quale dovrebbe essere l'approccio "sicuro" alla montagna da parte dei fruitori?
Quelle che noi chiamiamo "le tre C": conoscenza, competenza, consapevolezza. Conoscenza dell'ambiente montano e pianificazione attenta dell'itinerario, con cartine, informazioni prese prima di partire, consultazione del meteo; competenza nel muoversi in montagna, che sia una semplice escursione con le pedule o un'arrampicata su una via sportiva; consapevolezza dei propri limiti, restando sempre nel margine per tornare a casa sicuri e senza bisogno di aiuti esterni.

Quanto è diffusa la consapevolezza dei rischi che si corrono in montagna?

In generale notiamo un aumento della consapevolezza, anche fra i turisti. La montagna presenta dei rischi oggettivi, che vanno conosciuti e giustamente temuti. Ma ricordiamoci che la montagna non uccide, siamo noi a metterci nei guai. Oggi ci sono tante possibilità di avvicinare l'attività sportiva in montagna in sicurezza: corsi del CAI, Guide Alpine, percorsi trekking ben censiti e con numerosi punti di appoggio. C'è anche chi si prende rischi inutili, purtroppo ne recuperiamo molti, ma fortunatamente le persone sembrano affrontare la montagna in modo più consapevole. 

Quali sono gli accorgimenti da prendere in inverno?

In inverno la neve può trasformarsi in un pericolo. Non bisogna mai avventurarsi fuori pista o in percorsi non battuti senza ARTVA(Apparecchio di Ricerca dei Travolti in VAlanga), pala e sonda. Ma soprattutto senza aver fatto una seria formazione sui rischi delle valanghe e su come intervenire in autosoccorso. Questo vale per i turisti, ma anche per chi professionalmente si trova ad affrontare ambienti innevati (boscaioli, tecnici, manutentori delle strade…). A chi frequenta le piste consiglio sempre di conoscere bene il territorio, scaricandosi eventualmente le diverse APP con i nomi delle piste e i percorsi, in modo da poter chiedere aiuto con precisione se necessario. Sull'ipotermia e sul maltempo si è scritto molto: portate sempre capi caldi, isolanti, e non dimenticate di avere con vuoi qualche genere di conforto (cioccolata, barrette…). Il corpo d'inverno, all'aria aperta, ha bisogno di molte più calorie. Prima di effettuare ciaspolate o uscite con gli sci contattate chi abita sul posto. Le condizioni di innevamento e rischio valanghe possono cambiare di giorno in giorno. E leggete con attenzione i bollettini "neve e valanghe" rilasciati dagli enti competenti.

Quali gli errori da evitare in assoluto?
L'improvvisazione di gite sulla neve senza Artva, pala e sonda. Devono essere sempre tutti e tre presenti nello zaino. Muoversi da soli nell'ambiente innevato senza specifica conoscenza dei luoghi.Sottovalutare la componente meteo.

Parliamo di fuoripista: quando lo si può praticare e come farlo in sicurezza?
Le Dolomiti e le Alpi sono dei paradisi del freeride! Ma la disciplina va affrontata in sicurezza: non basta solo essere bravi sciatori.
Ci vogliono i soliti e imprescindibili Artva, la attrezzatura adatta, pala e sonda, e poi i compagni giusti, formati come noi a soccorrerci a vicenda in caso di valanga o problemi sanitari. I corsi sono oltretutto molto divertenti, organizzati dalle Guide Alpine e dal CAI. Permettono di "fare gruppo" e scoprire tanti piccoli segreti. Per organizzare gite in sicurezza è fondamentale che almeno un componente conosca perfettamente gli itinerari, aver preso coscienza del bollettino valanghe, avere attrezzatura adeguata. In questo caso anche gli zaini con l'airbag (ABS) possono aiutare.

Bambini e sicurezza in montagna: quanto conta l'educazione alla sicurezza? Come insegnarla?

Per i bambini la montagna deve essere gioco e divertimento, con alcune nozioni di sicurezza, impartite dai genitori - se esperti - o da chi della montagna ha fatto una professione, come guide alpine, istruttori CAI, maestri di sci... I piccoli imparano velocemente, sono molto attenti, e spesso più responsabili di quanto pensiamo. Ma diamo loro gli strumenti per amare e rispettare la montagna fin da piccoli. Saranno uomini e donne migliori. 

(Testi tratti dalla rivista Dolomiti Emotions)

COME CONTATTARE IL SOCCORSO ALPINO

I numeri di emergenza da chiamare sono il numero unico di emergenza sanitaria 118 e, dove attivo, il numero unico di emergenza europeo 112, ai quali bisogna segnalare di essere in territorio montano, chiedendo quindi l'attivazione del Soccorso Alpino.
Se si è in grado, tramite smartphone, GPS o orologio con posizionamento, è molto utile fornire all'operatore della centrale le coordinate, o almeno la quota dove ci si trova. Poi bisogna seguire con attenzione le istruzioni e non muoversi mai dal punto di richiesta dell'intervento.

La leggenda di Castello di Fiemme: lo scherzo dell...
Snorkeling, immersioni e natura nel blu del Golfo ...

Destinazioni